Uomini

L’UOMO PALEOLITICO

Gli scavi del passato e quelli più recenti hanno individuato tracce della presenza dell’uomo paleolitico, probabilmente riferibili all’Uomo di Neandertal (Homo neanderthalensis), che frequentava periodicamente la Tecchia. Sono stati rinvenuti molti manufatti litici prodotti per lo svolgimento delle attività quotidiane legate alla sussistenza, quando l’uomo ancora non conosce l’agricoltura. Si tratta di oggetti di periodo musteriano riconducibili ad almeno due fasi di frequentazione della Tecchia, attorno ai 45-50.000 anni fa: la fase più recente era già nota dagli scavi del passato, mentre quella più antica, finora solo ipotizzata, è stata individuata con certezza nel Riparo esterno nel corso dei nuovi scavi.

L’UOMO MODERNO

Ad un’umanità di tipo moderno sono dovute le frequentazioni successive della Grotta e del Riparo, quando l’Orso delle caverne era ormai estinto. Durante l’Età del rame la Grotta fu probabilmente luogo di sepolture collettive, secondo una pratica riconosciuta anche nella Tana della Volpe, nel vicino Solco di Equi, e attestata dalla Liguria all’alta Toscana. Insieme alle ossa di almeno una trentina di individui sono stati rinvenuti molti oggetti tipici di questi contesti, come gli ornamenti in osso e in calcare, le punte di freccia e frammenti di vasi. Durante l’Età dei metalli l’uomo continuò a frequentare la Tecchia come testimoniano alcuni frammenti ceramici recuperati nei vecchi scavi. Anche nel Medioevo la Tecchia conobbe una forma di occupazione che ha lasciato nel piazzale del Riparo i resti di una grande struttura in muratura, forse relativa ad un santuario rupestre. Appartengono a questa frequentazione alcuni frammenti di ceramiche ed un quattrino di Sigismondo Pandolfo Malatesta (1432-1463).