Orsi e Uomini

ORSI DELLE CAVERNE

Il grande interesse suscitato dalla Tecchia, fin dalla scoperta nel 1909, è dovuto al ritrovamento di numerose faune tardo-pleistoceniche molte delle quali estinte. In particolare una quantità straordinaria di ossa è stata attribuita a circa 600 esemplari di Orso delle caverne (Ursus spelaeus), rinvenuti associati a resti di mammiferi – felidi, canidi, roditori, mustelidi, chirotteri, cervidi e bovidi – a resti di pesci, ad esempio la trota, e uccelli, come l’aquila. Vissuti durante l’ultima glaciazione, il Würmiano (da circa 110.000 a 12.000 anni fa), questi animali hanno frequentato la grotta nell’arco di alcune migliaia di anni. L’Orso delle caverne è vissuto nelle grotte italiane fino a 25.000 anni a.C. La sua presenza a Equi è fra le più meridionali segnalazioni nella penisola italiana. Due crani di Orso delle caverne, in eccezionale stato di conservazione, sono stati recuperati anche nello scavo eseguito nel 2012: giacevano a ridosso della parete meridionale della grotta, uno, privo della mandibola, era adagiato sulla parte basale, l’altro era appoggiato sul lato destro, con le mascelle serrate e la dentatura intatta.

L’UOMO PALEOLITICO

Gli scavi del passato e quelli più recenti hanno individuato tracce della presenza dell’uomo paleolitico, probabilmente riferibili all’Uomo di Neandertal (Homo neanderthalensis), che frequentava periodicamente la Tecchia. Sono stati rinvenuti molti manufatti litici prodotti per lo svolgimento delle attività quotidiane legate alla sussistenza, quando l’uomo ancora non conosce l’agricoltura. Si tratta di oggetti di periodo musteriano riconducibili ad almeno due fasi di frequentazione della Tecchia, attorno ai 45-50.000 anni fa: la fase più recente era già nota dagli scavi del passato, mentre quella più antica, finora solo ipotizzata, è stata individuata con certezza nel Riparo esterno nel corso dei nuovi scavi.

L’UOMO MODERNO

Ad un’umanità di tipo moderno sono dovute le frequentazioni successive della Grotta e del Riparo, quando l’Orso delle caverne era ormai estinto. Durante l’Età del rame la Grotta fu probabilmente luogo di sepolture collettive, secondo una pratica riconosciuta anche nella Tana della Volpe, nel vicino Solco di Equi, e attestata dalla Liguria all’alta Toscana. Insieme alle ossa di almeno una trentina di individui sono stati rinvenuti molti oggetti tipici di questi contesti, come gli ornamenti in osso e in calcare, le punte di freccia e frammenti di vasi. Durante l’Età dei metalli l’uomo continuò a frequentare la Tecchia come testimoniano alcuni frammenti ceramici recuperati nei vecchi scavi. Anche nel Medioevo la Tecchia conobbe una forma di occupazione che ha lasciato nel piazzale del Riparo i resti di una grande struttura in muratura, forse relativa ad un santuario rupestre. Appartengono a questa frequentazione alcuni frammenti di ceramiche ed un quattrino di Sigismondo Pandolfo Malatesta (1432-1463).

 

Sono stati recuperati anche alcuni manufatti paleolitici, molta microfauna e piccolissimi carboni dalla cui analisi C14 sono state ottenute due date: 44000±2200 BP e 43700±1900 BP.
Microfauna scavo 2011
Microfauna scavo 2011

Microfauna scavo 2011

Reperti Grotte di Equi
Reperti Grotte di Equi
Punta Musteriana