100 anni di ricerche

100 ANNI DI RICERCHE ALLA TECCHIA DI EQUI

La Tecchia è uno dei siti più importanti nel panorama della Preistoria italiana. La complessa storia degli scavi - non sempre editi – confusa da molteplici interventi clandestini, ha visto nei cento anni di attività il coinvolgimento dei più prestigiosi Enti ed Istituti di ricerca e di insigni geologi e paletnologi italiani.

La Tecchia è nota soprattutto per il recupero di una considerevole quantità di ossa di specie animali oggi estinte, in particolar modo quelle dell’orso delle caverne.

I PRIMI RISULTATI

Il ricco giacimento paleontologico della Tecchia, balzato agli onori della cronaca scientifica nel 1909, stimolò l’esecuzione di scavi regolari fin dal 1911, proseguiti, pur con lunghi intervalli di sospensione, fino agli anni’80. Fu così che nel corso degli anni furono portate alla luce, da contesti stratigrafici talvolta incerti, anche le testimonianze di frequentazioni umane risalenti ad almeno quattro periodi:

-Paleolitico medio (120.000-40.000 anni fa), con abbondanti faune pleistoceniche e manufatti litici di periodo musteriano;

-Età del rame (3.600-2.200 a.C.), con ossa umane attribuite ad una trentina di individui associate a frammenti ceramici, manufatti litici ed oggetti di ornamento, tipici di un contesto funerario;

-Età dei metalli (2.200-900 a.C.), con alcuni frammenti ceramici;

-Epoca medievale (XII-XV sec.), con reperti ceramici e resti di strutture.

TUTELA E VALORIZZAZIONE

Ente di riferimento centrale e continuo nel tempo, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana è da sempre coinvolta nelle attività di scavo e tutela alla Tecchia. Fin dal 1910, come Regia Soprintendenza ai Musei e Scavi Archeologici d’Etruria, recepisce le informazioni comunicate da vari studiosi. A partire dal 1969 sostiene le ricerche di Istituti ed Università con proprio personale e finanziamenti ministeriali. Dagli anni ’90 l’azione della Soprintendenza diviene esclusiva sul sito, dapprima per garantire la tutela ed in seguito anche per la valorizzazione.

Dal 2009 una convenzione tra Soprintendenza, Comune di Fivizzano e Parco Regionale delle Alpi Apuane permette di coordinare le azioni di valorizzazione del patrimonio archeologico del sito.

LA TECCHIA NEI MUSEI

Gli oltre cento anni di scavi e l’avvicendarsi di studiosi e ricercatori appartenenti a diverse Istituzioni nazionali hanno disseminato tra numerosi musei il considerevole patrimonio archeologico e faunistico della Tecchia.

I reperti sono conservati a:

Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione di Geologia e Paleontologia

Firenze, Museo di Storia Naturale, Sezione di Antropologia ed Etnologia

Firenze, Museo Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi

Casola in Lunigiana, Museo del Territorio dell’Alta Valle Aulella

La Spezia, Museo del Castello San Giorgio, Collezioni Civiche Archeologiche Ubaldo Formentini

Roma, Istituto Italiano di Paleontologia Umana

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